Pranoterapia… a cosa serve e in quali situazioni può essere un valido supporto.

Giorni fa, parlando della mia professione, una persona mia ha chiesto: “ma insomma … La Pranoterapia, per quali situazioni è utile?”

All’improvviso ho realizzato che, nonostante non fosse la prima volta che mi venisse posta questa domanda, rispondere non è stato così semplice e veloce come la mia interlocutrice si aspettava. E questo perché la Pranoterpia non è un farmaco o una cura e quindi non è possibile fare un elenco delle patologie trattate come in un Bugiardino al quale noi tutti siamo abituate.

Bene, a questo punto abbiamo chiarito quello che la Pranoterapia Non è…

E quindi? Come si fa a capire se un ciclo di trattamenti di Pranoterapia, può essere un valido aiuto, in una situazione piuttosto che in un altra? Per rispondere voglio fare un passo indietro e porvi un altra domanda…

Vi siete mai chiesti, chi fa il lavoro durante una convalescenza di qualunque tipo?

Un raffreddore, un’operazione chirurgica, un parto, un periodo di forte stress, una malattia grave, etc… tutte situazioni che richiedono al nostro corpo, di fare grossi cambiamenti in poco tempo per ritrovare quello stato di equilibrio che ci riporta in salute.

La Natura RiparaCome sempre facciamo un paragone con la natura che ci circonda e che ci rispecchia
Pensate ad una pianta che ha subìto un danno, un agente atmosferico improvviso, un parassita, un concime non adatto o un qualsiasi evento che ha danneggiato la sua struttura o la sua crescita.

Se la osserviamo attentamente, vedremo che quella pianta non continuerà a crescere nello stesso identico modo in cui cresceva prima, ma cercherà il modo di modificare immediatamente la sua vita adattandosi al nuovo stato e cercando un nuovo equilibrio che la riporti in salute, fino al momento in cui il danno subito non influenzerà più in alcun modo la sua crescita.

Ovviamente il tempo di recupero dipenderà dalla gravità del danno subito, ma il processo che la pianta attiva per modificare la situazione, è immediato.

Ora pensiamo che le stesse leggi naturali che stimolano la pianta ad agire in questo modo, essendo leggi universali, valgano per qualunque essere vivente, compreso noi umani.

Ma cosa vuol dire nel concreto?

In ogni essere vivente sono racchiuse tutte le informazioni che riguardano la vita, le leggi della natura e l’esperienza pregressa di ogni forma vivente… questo ce lo insegnano la genetica e l’epigenetica.
Questo vuol dire che in ogni cellula del nostro corpo, ci sono tutte le informazioni necessarie alla vita e le forze necessarie a mantenere e ristabilire l’equilibrio di tutto il sistema, da cui deriva il nostro stato di salute.

Il nostro corpo guarisce continuamente ritrovando l’equilibrio, senza che neanche ce ne accorgiamo.

Equilibrio e BenessereSuccede che, per molte ragioni diverse, questi processi facciano fatica a riparare lo squilibrio da soli: sono questi i casi in cui ci rendiamo conto che qualcosa non va e ci attiviamo per dare supporto al nostro sistema, in modo da ritrovare la salute.
Ma anche in questo caso solo e soltanto i processi che si attivano all’interno delle nostre cellule, possono ristabilire l’equilibrio, sfruttando l’aiuto esterno e usandolo per rafforzare il processo di autoguarigione.

E quindi chi fa il lavoro durante una convalescenza?

Le nostre cellule, il nostro corpo, in una parola noi stessi, o meglio i le forze Naturali racchiusi in ogni essere vivente.

Torniamo allora alla domanda primaria di oggi. Come può la Pranoterapia aiutare nei casi in cui facciamo fatica a ritrovare l’equilibrio autonomamente?

Ogni forma di vita comunica, a livello biologico, al suo interno (tra le sue cellule, tessuti, organi, ecc…) e con il mondo esterno,  tramite meccanismi bio-chimici o tramite impulsi bio-elettromagnetici. Durante un trattamento di Pranoterapia il campo Elettromagnetico dell’operatore e della persona che a lui si affida, entrano in contatto modificando il flusso di informazioni.
In base a quello che abbiamo visto prima, l’energia che circola nell’intero sistema (che a questo punto comprende entrambi) può raggiungere ogni singola cellula del nostro corpo, e in esse riattiva l’energia vitale che il corpo impiega per tutti i processi di autoguarigione.

Lia Buonocore

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